Omaggio a Pietro Porcinai

In memoria del Professor Pietro Porcinai, nel 1990 lo Studio di architettura del giardino e paesaggio dell’Architetto Paesaggista Pier Cesare Bozzalla Canaletto, si è prodigato con il contributo della famiglia Farsetti, a rendere omaggio alla figura del Maestro, grande amico della Versilia, riprogettando e realizzando di fronte alla storica Bussola sul Lungomare delle Focette a Marina di Pietrasanta, la fontana che Porcinai aveva realizzato negli anni ’60 in occasione della Biennale di Antiquariato nel cortile di Palazzo Strozzi a Firenze.

Visualizza dettaglio dell’Opera realizzata dall’Architetto Paesaggista in memoria del Professor Pietro Porcinai

La mia collaborazione con Pietro Porcinai

Conobbi Porcinai negli anni ’68 – ’70 ed ebbi occasione di stare qualche volta a pranzo con lui, mentre stava realizzando nel Biellese importanti lavori di cui mio padre curava la realizzazione. Ne rimasi subito affascinato.

Dal ’71 al ’74 ebbi la fortuna di essere suo ospite a Villa Rondinelli mentre frequentavo la Facoltà di Architettura a Firenze.
Già in quell’occasione ebbi dimostrazione della Sua generosità “pratica” aliena da smancerie, ma veramente tesa a una mia “formazione” di base.
Con la stessa ruvida e concreta generosità che avrebbe dimostrato un padre severo, mi assegnò già degli incarichi, circoscritti ma “concreti”, relativi ai lavori della Villa sede dello Studio.

Il lavoro era stimolante e interessante, ma certamente rallentava il mio iter scolastico.
Lo stesso Porcinai ritenne per me più utile suggerirmi di rallentare la mia collaborazione fino alla laurea. Così feci fino al 1979 quando, ormai laureato, rientrai in Studio e lì rimasi fino alla Sua morte. Nel frattempo continuai ad eseguire per lo Studio saltuari lavori tipo rilievi e picchettature di progetti, mantenendo così sempre i contatti con Porcinai.

Nel mio rapporto con lui si possono quindi distinguere due periodi: un primo periodo di apprendimento e studio e un secondo di fattiva collaborazione e partecipazione alla realizzazione dei progetti.

Mi onoro di essere stato suo allievo e collaboratore per molti anni e attualmente mi impegno a seguire la sua opera in quanto ritengo che sia il massimo nostro esponente nell’architettura contemporanea del giardino e del paesaggio.

La sua professionalità era più nota all’estero che non in Italia, proprio a causa e per effetto della diversa attenzione al tema del giardino e del paesaggio nel mondo europeo. Quale professionista sensibile e attivo sperava nella rinascita di attenzione verso il giardino, verso il paesaggio, e puntava soprattutto alla riaffermazione di una giusta cultura del verde.
Oltre che ideatore di giardini privati, che gli hanno valso fama universale, ha affrontato i temi del parco pubblico, del verde nelle città, della salvaguardia dell’ambiente. Nel suo lavoro ha introdotto e applicato principi di tutela e di recupero dell’ambiente e di rispetto della natura che erano, per l’epoca, assolutamente avanzati.
La sua opera va vista quindi non tanto attraverso i rigidi schemi dell’urbanistica, ma con l’occhio dell’ecologo o meglio ancora direi del paesaggista.

Da Lui ho imparato un’idea semplicissima che deve essere alla base del lavoro progettuale: la sintonia con la natura.
Anch’io cerco nei miei lavori di instaurare un rapporto simbiotico con il luogo in cui sono chiamato ad intervenire e sia il grande quanto il piccolo progetto viene affrontato con intensità emotiva e intellettuale.

Il mio stile, derivante dal suo, si caratterizza:

  • con il ricorso alla scarpata per collegare i diversi livelli;
  • con ingenti e a volte complessi movimenti di terra per evitare muri a retta;
  • con l’uso limitato di tipi di piante;
  • con netta prevalenza, se le condizioni ambientali lo consentono, di sempreverdi;
  • con scarsa propensione per le piante da fiore;
  • con l’utilizzo di materiali tipici del luogo;
  • con la cura di tutti i dettagli.