Fontana alle Focette di Pietrasanta

Fontana Omaggio a Pietro Porcinai

In memoria del Professor Pietro Porcinai, nel 1990 lo Studio di architettura del giardino e paesaggio dell’Architetto Paesaggista Pier Cesare Bozzalla Canaletto, si è prodigato con il contributo della famiglia Farsetti, a rendere omaggio alla figura del Maestro, grande amico della Versilia, riprogettando e realizzando di fronte alla storica Bussola sul Lungomare delle Focette a Marina di Pietrasanta, la fontana che Porcinai aveva realizzato negli anni ’60 in occasione della Biennale di Antiquariato nel cortile di Palazzo Strozzi a Firenze.

Un volume nitido e preciso fatto di acqua e di luce, una bolla di sapone che galleggia nell’aria in mezzo al verde, una forma al tempo stesso inafferrabile e compiutamente definita con razionalistico spirito toscano, una vera e propria forma architettonica solida, e al tempo stesso rassicurante ed effimera. Questa originale, fantastica “scultura d’acqua” fu realizzata per la prima volta da Pietro Porcinai (il più grande architetto paesaggista di questo secolo), toscano e grande amico della Versilia, negli anni ’60 in occasione di una delle prime edizioni della Biennale d’Antiquariato a Palazzo Strozzi a Firenze. Fu collocata nel centro del cortile del più bel palazzo rinascimentale del mondo, a raccogliere le viste da tutte le direzioni Essa era simbolo dell’essenza stessa dell’Uomo pensante, intelligente, razionale ma affascinato dalle simbologie e dalla fantastica inafferrabilità dell’acqua. La scultura-fontana (come ilustrato dalla prospettiva allegata e dalla foto) è costituita da una calotta di base, di diametro di 5 metri circa, realizzata dai soli getti d’acqua che ne delimitano la forma. Al centro di questa calotta sembra che si appoggi una sfera, sempre costituita solo di acqua, con effetto di “bolla di sapone”, di circa metri 2,50 di diametro. Le due superfici curve (la calotta e la sfera sovrapposta) attirano lo sguardo da molto lontano, specialmente di notte quando siano illuminate in maniera da evidenziare la loro nitida rotondità. Il bacino di raccolta dell’acqua è completamente nascosto dal verde; ciò determina un effetto fantastico di due sfere immateriali emergenti direttamente dalle siepi, con magica illusione anche per chi osserva da molto vicino. Non è infatti visibile alcun manufatto. Gli ugelli a bocca tappata, da cui escono i getti tangenziali ravvicinati che formano la sfera, sono quasi completamente invisibili, nascosti dall’acqua stessa che emettono, tanto che la sfera sembra librarsi in aria senza alcun sostegno, costituendo una forma al tempo stesso effimera, ben visibile e di grande “immagine”.

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